Chi sono
 

Al mio curriculum voglio anteporre la mia personale esperienza. Forse, quella che più conta.

Ieri

Partiamo da 30 chili fa. Proprio così, anch’io ho fatto a botte con il mio corpo. Posso dire di esser stato un precursore della maxi-pizza. Ah, che abbuffate! Poi, è arrivato il momento di confrontarsi con lo specchio e la conseguente presa di coscienza di dover porre un freno.
Non un solo tentativo, ma diversi. Dove sbagliavo? Non avevo compreso che per evitare l’odiato effetto yo-yo, dovevo prender coscienza di come e quanto si mangia, assimilare quei principi di nutrizione che oggi mi permettono di dire: ce l’ho fatta!
Probabilmente, è stata l’esperienza sulla mia pelle che mi ha condotto a intraprendere determinati studi, quindi, la professione del nutrizionista.

Gli studi

Dapprima, la laurea specialistica in biologia cellulare e molecolare conseguita presso l’Università degli Studi di Bari e, in seguito, gli studi di perfezionamento presso l’A.C.S.I.A.N. (Ass. Centro Studi delle Intolleranze Alimentari e della Nutrizione) di Pisa, durante i quali ho approfondito le metodiche di indagine sulle intolleranze alimentari e predisposizioni genetiche e, presso l’Università Politecnica delle Marche, il corso in “Nutrizione in Condizioni Fisiologiche: infanzia, adolescenza, gravidanza, invecchiamento ed attività fisica”.

L’esperienza

Nel frattempo, l’esperienza nei laboratori dell’Istituto Tumori Giovanni Paolo II e nel dipartimento di Malattie Infettive del Policlinico di Bari mi ha permesso di conoscere l’affascinante mondo della biologia molecolare e della genetica, comprendendo quali e quante risposte lo studio del DNA possa fornire. Conoscenze che oggi applico alla nutrizione.

La passione

L’immaginario collettivo imporrebbe al nutrizionista una certa austerità primariamente alla sua dieta. La verità, non è sempre questa. Mangiare, anzi, saper mangiare è un piacere. Difatti, sono dell’idea che seguire un regime dietetico equilibrato non deve rappresentare una pena da espiare come nel peggiore dei gironi danteschi. Si tratta, piuttosto, di disciplina e consapevolezza.
A dimostrazione, confesso la mia passione per il cibo e la cucina. Indagare sulle proprietà di ogni alimento, conoscere le migliori tecniche per esaltarne sapori e qualità, mantenendone le proprietà organolettiche…potrei facilmente definirla deformazione professionale…ma, in realtà mi piace chiamarla proprio passione.

Oggi

La stessa passione che oggi mi vede impegnato nella professione di nutrizionista. Qui, a Lecce…dove si vive una genuina e generosa cultura del cibo.